Il direttore Mi chiamo Alessandro De Angelis e sono un "aspirante intellettuale".
Con il termine "intellettuale" intendo quella persona che, attraverso la diffusione del proprio sapere (maturato dopo una vita dedicata allo studio, alla ricerca, alla conoscenza, alla contemplazione, alla riflessione) e del proprio pensiero, riesce a fornire all'umanità quel bagaglio culturale necessario per la sua evoluzione.
La storia dell'umanità, del resto, è la storia dell'evoluzione civile del genere umano. Quando l'uomo fu creato da Dio, o dalla natura (a seconda dei punti di vista), viveva da uomo primitivo al pari degli altri animali che popolavano il globo terrestre. Nel corso dei millenni successivi gli uomini hanno compreso l'importanza di vivere nel reciproco rispetto e nel rispetto di quelle regole, non soltanto giuridiche ma anche di buon senso, di educazione, che li avrebbero allontanati sempre di più dal mondo animale per vivere a tutti gli effetti da persone umane. Civili, per l'appunto. Dietro ogni tappa di questa evoluzione, c'è stato quasi sempre il lavoro di almeno un intellettuale. Questa evoluzione, invero, non è stata affatto lineare e coerente, ma c'è stata. Nessuno potrà negare, infatti, che l'uomo contemporaneo sia più "civile" dei suoi predecessori. Allo stesso modo, però, nessuno potrà negare che, per poter vivere in un mondo autenticamente civile, di strada da fare ce n'è ancora tanta.
Il mio desiderio più alto è quello di riuscire, attraverso il mio lavoro intellettuale, a dare un contributo culturale alla società italiana in particolare, affinché le nuove generazioni possano vivere in un Paese più civile.
Questa vocazione all'impegno civile l'ho sempre avuta, fin da quando ero bambino. Ovviamente, quando avevo pochi anni di vita, non potevo comprendere appieno cosa fosse l’impegno civile ma sentivo comunque di avere una certa predisposizione, un certo istinto, una certa sensibilità verso il bene comune. Nel corso degli anni successivi, grazie soprattutto alla formazione cattolica che ho ricevuto e agli studi umanistici che ho intrapreso, questa vocazione si è trasformata nella consapevolezza di avere una "missione civile" da compiere e, giunto "nel terzo del cammin di nostra vita", questa consapevolezza mi ha portato all'azione.
All'età di 33 anni ho infatti fondato la casa editrice CivilMente Edizioni. Gli obiettivi che volevo raggiungere attraverso la casa editrice sono da sempre gli stessi: fare in modo che questo progetto editoriale potesse costituire il cuore pulsante della cultura civica nel nostro Paese. Come il cuore di ogni essere umano pulsa per portare ossigeno, e quindi vita, in ogni punto dell'organismo, così la casa editrice CivilMente Edizioni dovrebbe "pulsare" cultura, valori, sapere, per portare l'educazione civica in ogni parte del nostro Stato, per riempire quel vuoto di valori civili che caratterizza la nostra società.
Questo percorso di vita, che ho riassunto nelle righe precedenti, però, come del resto qualsiasi fenomeno umano, non è stato affatto coerente e lineare. Ci sono stati molti "incidenti di percorso", slanci in avanti, brusche frenate, traguardi raggiunti, cadute rovinose, ripartenze, ecc...
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